Il manifesto di feelya

Le opinioni ci arrivano già pronte.

Questo testo prova a farti cambiare idea su una frase sola. Prima di leggerlo, dicci quanto sei d’accordo.

Scritto da Matteo e Andrea · ottobre 2026 · 3 minuti di lettura

Prima di leggereQuello che penso l’ho pensato io.

Il verdetto arriva prima della domanda.

Apri il telefono e su qualsiasi tema trovi già tutto: il video con la sua tesi, i commenti con la loro, l’algoritmo che ti mostra chi la pensa come te. Prima di chiederti cosa ne pensi, hai già letto cosa ne pensano gli altri.

Diventiamo velocissimi a reagire e sempre meno abituati a fermarci, a dubitare, a cambiare idea. Un tema lo scrive l’AI, un’opinione la prendiamo dal feed. Nessuno ci chiede più: tu cosa ne pensi?

Stiamo perdendo il pensiero critico, e quasi non ce ne accorgiamo: un’opinione presa in prestito sembra nostra.

Dove vince chi urla, nessuno cambia idea.

Sotto un post il commento più votato è quasi sempre l’insulto. Chi porta un dato finisce in fondo. Hai poche righe per avere ragione, e qualcuno ti risponde prima che tu finisca la frase.

Chi scrive lì non è peggio di noi. Quei posti premiano chi alza la voce, e allora la alziamo tutti.

Così abbiamo costruito un posto con le regole al contrario.

Sui gradini di pietra davanti a scuola una ragazza in piedi parla con le mani aperte; tre compagni seduti sui gradini la ascoltano.
Immagine illustrativa

Le regole del table.

  1. Uno parla, gli altri ascoltano.

    A voce e a turno. Quando tocca a te, nessuno ti parla sopra.

  2. Si vota prima e dopo.

    Nessuno vince un dibattito. Conta quante idee si sono mosse.

  3. Un punto anche a chi la pensa al contrario.

    Se dice una cosa sensata, glielo riconosci con un .

  4. Si attaccano le idee, mai le persone.

    Chi insulta prende uno strike. Un’opinione, invece, non si può segnalare.

  5. Parlare resta gratis.

    Nessun abbonamento ti dà un vantaggio al table, e gli studenti non pagano mai per votare.

Perché adesso.

Vogliamo un posto dove a 16 anni ti siedi con chi la pensa al contrario, e ne esci con una domanda in più. Non con un nemico in più.

Esempio: mentre parla chi la pensa al contrario, tu premi Bel punto.

Chi oggi ha 16 anni tra dieci guiderà scuole, aziende, partiti. Se non impara adesso a dubitare, ascoltare e argomentare, nessuna AI lo farà al posto suo. Matteo ha 16 anni. feelya è il primo passo che facciamo per la nostra generazione.

Lo firmiamo noi.

Mi accorgo di avere un’opinione su tutto senza averci mai pensato davvero. feelya è il posto dove vorrei sedermi io.

Matteo16 anni · fondatore e CEO

Ogni cosa che costruiamo deve passare una domanda: aiuta qualcuno ad ascoltare, o solo a rispondere più in fretta?

Andreafondatore e CTO
Dopo aver letto

Adesso rileggi la frase.

Quello che penso l’ho pensato io.

Se ci credi anche tu, siediti al table.

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